Geraldina Piazza

Uffaaaa

Massimo

Cosa c’è da scrivere quando un “ragazzo” di 57 anni se ne va? Che si spera che non abbia sofferto, che abbia raggiunto quella pace che, probabilmente, su questa terra non ha avuto. Ma sono solo parole. Non consoleranno certamente nessuno, né la sua mamma, né i suoi fratelli, né, soprattutto, le sue due figlie. Perdere il papà, in un momento della tua vita da adolescente, in cui hai bisogno di tutto e di più, è durissimo. Lo so, l’ho provato, ti senti mancare la terra sotto i piedi. Io ho perso mio padre ormai da 35 anni e, ancora adesso, dopo tanto tempo, vivo di ipotesi, come nel film “Sliding doors”. La porta si apre e la vita scorre in una direzione, la porta si blocca e tutto cambia.

Come sarebbe stata la mia vita se lui fosse stato ancora con me? Mi avrebbe protetto, aiutato? Sarebbe riuscito a guidarmi per evitare tanti errori che mi hanno atterrato dolorosamente più volte?

Ogni tanto sento dire: Se dovessi tornare indietro rifarei tutto ciò che ho fatto… Ma quando mai???! Io ci sono cose, che, alla luce di ciò che è accaduto, cancellerei dalla mia vita. Perché ripetere gli errori che ti hanno massacrato?

Non conosco la mamma di queste bimbe rimaste sole, ma, mi auguro con tutto il cuore, che riesca a sopperire a questa grande mancanza e riesca a fare, con le sue braccia, entrambi i binari in cui far scorrere, veloce e sicuro, il treno delle loro vite.

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